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E'BAL 2021.2022

Palcoscenici per la danza contemporanea

E'BAL ha scelto il 29 Aprile, la Giornata Mondiale della Danza, per annunciare la sua rifondazione attraverso un Manifesto a cui hanno aderito 11 enti tra teatri, festival, associazioni di spettacolo e centri di residenza della Regione Emilia-Romagna.
Un cartellone regionale con oltre 40 eventi per offrire al pubblico la possibilità di coltivare e alimentare uno sguardo creativo sulla danza contemporanea in tutti i territori coinvolti.

un progetto di

ATER FONDAZIONE

Associazione Danza Urbana

Associazione Liberty/Stagione Agorà

Cantieri Danza

Comune di Rimini

Cronopios - Teatro Petrella e Casa della Cultura Italo Calvino

Istituti Culturali della Repubblica di San Marino

L'arboreto – Teatro Dimora di Mondaino

Riccione Teatro

Santarcangelo dei Teatri

Teatro del Drago - Teatro Comunale di Gambettola

 
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25 AGOSTO - 8 SETTEMBRE

Mondaino
L'Arboreto - Teatro Dimora
> arboreto.org

MONJOUR!
residenza creativa per la ricerca e la composizione del nuovo spettacolo di Silvia Gribaudi

Progetto di residenza condiviso da Artisti Associati Gorizia, AMAT - Associazione Marchigiana Attività Teatrali, Centro di Residenza Emilia-Romagna (L’arboreto Teatro Dimora | La Corte Ospitale)

26 E 27 AGOSTO; 1 E 3 SETTEMBRE

Mondaino
L'Arboreto - Teatro Dimora

> arboreto.org

INCONTRIAMO I MONJOUR!

laboratorio aperto alla comunità per sperimentare le relazioni tra video animato e corpo a cura di Silvia Gribaudi


orari e modalità saranno definiti in base alle indicazioni sanitarie possibili

di Silvia Gribaudi e Matteo Maffesanti
con i disegni di Francesca Ghermandi
con Salvatore Cappello, Nicola Simone Cisternino, Riccardo Guratti, Fabio Magnani e Timothée-Aïna Meiffren
consulenza drammaturgica Matteo Maffesanti e Annette Van Zwoll
materiale artistico creato da Silvia Gribaudi, Salvatore Cappello, Nicola Simone Cisternino, Riccardo Guratti, Fabio Magnani e Timothée-Aïna Meiffren
consulenza comica Rita Pelusio
disegno luci e direzione tecnica Leonardo Benetollo
creative producer Mauro Danesi
musiche Nicola Ratti
Produzione Zebra
coproduzione Torinodanza Festival / Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale, Teatro Stabile del Veneto Carlo Goldoni, Les Halles de Schaerbeek (Bruxelles); con il sostegno di MIBACT
con il contributo di Centro di Residenza Emilia-Romagna (L’arboreto Teatro Dimora | La Corte Ospitale)

Progetto realizzato nell’ambito di “Corpo Links Cluster” progetto realizzato da Torinodanza Festival / Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale, Malraux Scène Nationale Chambéry et Savoie, Associazione Dislivelli e Université Savoie Mont Blanc, sostenuto dal Programma di Cooperazione PC INTERREG V A – Italia-Francia (ALCOTRA 2014-2020)
 

Questo progetto, iniziato nel 2019, si è rimesso in discussione in reazione alle nuove necessità emerse durante i complessi mesi del 2020: ha subìto una trasformazione trovando un nuovo senso, nuove esigenze e coerenza. Les Monjour! è composto da 2 danzatori, 1 clown/attore e 2 acrobati. Il lavoro prevede pratiche coreografiche sul rapporto tra corpo e comicità, tra disegno ed estetica nella relazione tra performer e pubblico.

La messa in scena, accesa dai disegni pop dall’artista Francesca Ghermandi, scompagina gli ordini e i ruoli di artisti e regista, diviene un urlo che mette al centro la fragilità umana come punto di forza, la fallibilità come potere rivoluzionario. Gli artisti sul palco trasmettono il senso poetico del clown: nella visione artistica di Silvia Gribaudi i performer sono sempre pronti a offrirsi in virtuosismi, con generosità costante e nella necessità di esistere attraverso la relazione con il pubblico.

28 AGOSTO E 4 SETTEMBRE

Mondaino
L'Arboreto - Teatro Dimora

> arboreto.org

MONJOUR#workinprogress
prove aperte al pubblico con orari e modalità da definire in base alle indicazioni sanitarie

Palpebra - Foto Marco Caselli Nirmal - Ferrara Sala della Musica - 21_10_2020 - _YA086_055

3 SETTEMBRE

18.00 E 20.00

Bologna - Palazzo Re Enzo/Salone Podestà


nell'ambito del Festival Danza Urbana

> danzaurbana.eu

PALPEBRA


ingresso a pagamento con acquisto online

 

produzione ColletivO CineticO

Site specific parte della ricerca “Esercizi di pornografia vegetale”
concept e regia Francesca Pennini
brainstorming drammaturgico Angelo Pedroni, Francesca Pennini
azione e creazione Simone Arganini, Teodora Grano, Carmine Parise, Angelo Pedroni
percussioni Riccardo Guidarini, Pietro Vicentini
tecnologia audio-video Simone Arganini
organizzazione Carmine Parise
con il sostegno di MIBACT, Regione Emilia-Romagna

La riflessione di CollettivO CineticO sul tempo prosegue in un’indagine filosofica e fisica sulla trasposizione di condizioni proprie del mondo vegetale.
La dimensione vegetale è criptata sotto la pelle degli abitanti della scena in uno slittamento di parametri, un radicale e silenzioso scivolamento del punto di vista, un fuori- fuoco dell’antropocentrismo, una gentile distorsione del patto contemplativo che sposta la fruizione di qualche diottria.
Suono e luce diventano soggetti fondamentali della chimica scenica in un rito percettivo di trasformazione dei corpi, un passaggio di stato della carne, mescolanza tra fasi di esistenza diverse.
Il suono viene trattato come se fosse materiale coreografico, secrezione corporea. Ecco qualcosa che inizia quando finisce. Che non si sa quando finisce. Che vive in ciò che non si sente e non si vede.
Tra sensi soggettivi e stimoli oggettivi la danza è un generatore di immobilità.
Un azzardo articolato per sfidare l’eternità, per far crescere il proprio albero aggrappato al dirupo.

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5 SETTEMBRE

22.00

Ravenna - Artificerie Almagià

nell'ambito di Ammutinamenti - Festival di Danza Urbana e d'Autore

>www.cantieridanza.it/festivalammutinamenti

THE ANGULAR DISTANCE OF A CELESTIAL BODY

progetto, coreografia e impianto visivo Alessandro Carboni

performer Ana Luisa Novais Gomes e Loredana Tarnovschi

costumi DEM

musica Danilo Casti

produzione Formati Sensibili 2018

con il contributo di TIR Danza e il supporto di Citta delle 100 Scale Festival; ATER Fondazione – Circuito Regionale Multidisciplinare; Santarcangelo Dei Teatri; H(abita)T – Rete di Spazi

per la Danza / Sementerie Artistiche; L’Arboreto - Teatro Dimora di Mondaino
performance selezionata per Aerowaves Twenty20

Una riflessione trasversale sul processo cartografico inteso come “rappresentazione ridotta della superficie terrestre e dei fenomeni che su di essa si osservano e si svolgono” in cui l’azione performativa sostituisce il corpo al segno grafico della mappa nel tentativo di riappropriarsi criticamente della complessità del mondo e rivendicare l’impossibilità di una sua riduzione.

Il lavoro condensa sulla scena il percorso di ricerca intrapreso da Alessandro Carboni negli ultimi dieci anni e segna un passaggio necessario dall’imprevedibilità delle dinamiche indagate dall’artista nello spazio urbano alla determinatezza della partitura scenica, dal processo alla rappresentazione. È la narrazione immaginifica del potenziale sotteso alla creazione artistica, capace di mettere in discussione le categorie di pensiero e aprire lo sguardo a nuove percezioni del reale. Una dichiarazione di incertezza che diventa possibilità.

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22 SETTEMBRE

21.00

Santarcangelo di Romagna

Teatro Il Lavatoio

> santarcangelofestival.com

PUNK. Kill me please

intero € 10 - ridotto € 5

biglietti prenotabili da lunedì 6 settembre allo 0541 626185

 

coreografia Francesca Foscarini e Cosimo Lopalco
interpretazione Francesca Foscarini, Melina Sofocleous
produzione Van
con il sostegno di Centrale Fies_art work space
con il contributo di ResiDance XL | luoghi e progetti di residenza per creazioni coreografiche, azione della Rete Anticorpi XL | Network Giovane Danza D’autore, coordinata da L’arboreto | Teatro Dimora di Mondaino, Arteven/Festival Prospettiva Danza e Teatro, Capotrave/Kilowatt, CSC Centro per la Scena Contemporanea Bassano del Grappa, Santarcangelo dei Teatri

La creazione nasce dalla fascinazione per il fenomeno del punk-rock, per gli elementi rivoluzionari della sua estetica, e per la leggendaria e tragica relazione tra Sid Vicious e Nancy Spungen, coppia iconica della corrente britannica. Il lavoro dà vita a due corpi femminili, soggetti a trasformazioni continue; due corpi autogeneranti e onnipotenti, sensuali e appassionati, buffi e mostruosi che, condividendo la stessa rabbia e passione per la vita, si ergono a paladini di ribellione e follia, amore e uguaglianza. Un manifesto vivente di femminismo, coraggio, forza, ironia e libertà.

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30 SETTEMBRE

20.30

Gambettola

Teatro Comunale

> teatrocomunalegambettola.it

DA DOVE GUARDI IL MONDO?

di e con Valentina Dal Mas

testo originale Valentina Dal Mas

direzione tecnica Matteo Balbo

coproduzione Compagnia Abbondanza/Bertoni, La Piccionaia Centro di Produzione Teatrale

vincitore Premio Scenario Infanzia 2017

Danya è una bambina di nove anni che non ha ancora imparato a scrivere. E’ l’eccezione che non conferma la regola.
Lungo il cammino che porta alla scrittura si ferma, perde dei pezzi, o forse le mancano, o forse quelli che ha non sono giusti per lei. Passo dopo passo incontra quattro amici, ognuno portatore di qualità fisiche, caratteriali e comportamentali che li rendono diversi e unici di fronte agli occhi curiosi di Danya.
Il primo si distingue per fermezza e precisione, il secondo per determinazione e rigore, il terzo per fantasia e desiderio di scoperta, il quarto per volontà di raccogliere e unire.
Danya impara a conoscere i quattro amici. Si diverte a provare ad essere come loro nel modo di muoversi, di parlare e di relazionarsi con loro stessi, gli altri e il mondo. Di ognuno di loro conserva un pezzo e, pezzo dopo pezzo, Danya riesce a metterli insieme e a riprendere il cammino per giungere al suo “punto di allegria”.

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6 - 20 OTTOBRE

Mondaino
L'Arboreto - Teatro Dimora
> arboreto.org

MY BODY

residenza creativa per la ricerca e la composizione del nuovo spettacolo di Stefania Tansini

Progetto di residenza condiviso da Centro nazionale di produzione - Compagnia Virgilio Sieni di Firenze, Centro per la Scena Contemporanea/Operaestate Festival del Comune di Bassano del Grappa, Gender Bender Festival di Bologna, Triennale Milano Teatro; Centro di Residenza Emilia-Romagna (L’arboreto Teatro Dimora | La Corte Ospitale)

17 OTTOBRE

18.00

Mondaino
L'Arboreto - Teatro Dimora

> arboreto.org

MY BODY
prova aperta al pubblico al termine della residenza

progetto, coreografia, danza Stefania Tansini
luci Matteo Crespi
suono Claudio Tortorici
management e distribuzione Domenico Garofalo

Produzione Stefania Tansini; con il sostegno di Nanou Associazione Culturale, Centro di Residenza Emilia-Romagna (L’arboreto – Teatro Dimora | La Corte Ospitale), Teatro Petrella di Longiano; con il supporto di DNAppunti coreografici 2020
Progetto selezionato da DNAppunti coreografici 2020
progetto di sostegno per giovani coreografi e coreografe under 35, promosso e sostenuto da Centro Nazionale di produzione Firenze - Compagnia Virgilio Sieni, Operaestate Festival/CSC Centro per la scena contemporanea del Comune di Bassano del Grappa, L’arboreto - Teatro Dimora | La Corte Ospitale ::: Centro di Residenza Emilia Romagna, Fondazione Romaeuropa, Gender Bender Festival di Bologna e Triennale Milano Teatro.

 

ingresso a contributo libero – prenotazione obbligatoria tramite mail

Cosa vuol dire iniziare una ricerca formale tramite il corpo? Vuol dire trovare un linguaggio che trasli le regole del gioco della vita in una composizione coreografica ed esistenziale.
L’azione, intesa come gesto, movimento, danza, rivela le possibilità nascoste che circondano il corpo e che attendono solo di essere manifestate.
E cos’è la danza allora, se non l’azione massima che rende il corpo libero da ogni vincolo e che riesce ad instaurare una relazione diretta col mondo che ci circonda?
Il lavoro del corpo risiede nella sua capacità di far emergere questo potenziale. Di portare, con la sua presenza e la sua azione, la fiamma di una forza che lo trascende, che arriva, vive e va.

 

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22 OTTOBRE

20.00

Calderara di Reno
Casa della Cultura Italo Calvino

> cronopios.it

O+<
scritture viziose sull'inarrestabilità del tempo

azione e creazione Francesca Pennini - danza, Andrea Amaducci - grafica live

produzione CollettivO CineticO

all'interno di A chi trema - antologia cinetica di tempi imperfetti

progetto a cura di Stagione Agorà, Festival Danza Urbana, Casa della Cultura Italo Calvino, Teatro Laura Betti
in collaborazione con ATER Fondazione - Circuito Regionale Multidisciplinare Emilia - Romagna

 

Una ricerca sul contenuto dinamico dell'istante formale, sulla complessità coerente della percezione lampante, sulla struttura filtrante del feedback in linguaggi differenti. Un processo sintetico del movimento tramite una raccolta aleatoria di istanti. O+< è un groviglio di impressioni retiniche, costante caduta, impossibilità pericolante o eccesso pericoloso della stasi. Continuamente mediato e tradotto ed inevitabilmente esplicito il corpo apre nella danza i paradossi sul senso dell'effimero. Si tratta di una performance modulare durante la quale gli artisti rielaborano e deteriorano di volta in volta le informazioni. Il writer acquisisce dei frame della danza tramite una specifica modalità del guardare e il movimento viene “taggato” con estrema velocità sulla superficie scenica. La danza è costruita e decostruita secondo norme di continua precarietà, che trovano un senso esclusivamente cinetico, irrimediabilmente dinamico. In questa caduta inarrestabile il performer si alimenta dei cinémi via via scritti nello spazio generando un circuito di feedback in cui gli istanti di movimento sono a loro volta recuperati in una sintesi non gerarchica che procede per deformazione e mutazione.

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23 OTTOBRE

21.00

Castello d'Argile
Teatro Comunale La Casa del Popolo

> stagioneagora.it

DANZA CIECA

di Virgilio Sieni

interpretazione Virgilio Sieni, Giuseppe Comuniello

produzione Fondazione Matera-Basilicata 2019, Compagnia Virgilio Sieni

debutto: Matera 25 settembre, nell'ambito di Matera Capitale Europea della Cultura 2019

In Danza cieca Virgilio Sieni e il danzatore non vedente Giuseppe Comuniello sono protagonisti di un duetto sulla tattilità, con musica dal vivo di Spartaco Cortesi.

L’ascolto, la tenuità, lo spazio, il gioco e il rito, la potenza dell’attesa, l’incrinatura della materia quale fonte inesauribile di gesti, le parti oscure del movimento, il bagliore nel dettaglio, l’apertura dello sguardo, l’accoglienza dell’amico: posture e avvicinamenti che trasformano il corpo in un atlante inesauribile di luoghi democratici.

 

“L'anatomia del gesto si espande al concetto di spazio tattile, di aura, e include la percezione del corpo e il tono dei tessuti e dei muscoli coinvolti. Danza cieca si fonda sullo spazio aptico tra i due interpreti e l'alone di energia che i movimenti creano intorno a loro. L’aura non è solo una sorta di alone intorno alla persona, è molto di più: comprende l’essenza della persona capace di raccogliere in sé l’indicibilità della sua origine, trasmettendo verso il fuori questa potenza. Sembrerebbe che l’aura scaturisca da questo continuo rimandare all’altro, trasmettere e travasare, portare via e rinnovare”. - Virgilio Sieni

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24 OTTOBRE

16.30

Calderara di Reno
Casa della Cultura Italo Calvino

> cronopios.it

DIALOGO TERZO: IN A LANDSCAPE

coreografia e regia: Alessandro Sciarroni

azione e creazione: Simone Arganini, Margherita Elliot, Carmine Parise, Angelo Pedroni, Francesca Pennini / Teodora Grano, Stefano Sardi

musiche: John Cage, Stefano Sardi

abiti: Ettore Lombardi

luci: Alessandro Sciarroni

tecnica: Stefano Baraldi

coproduzione: CollettivO CineticO, Aperto Festival - Fondazione I Teatri di Reggio Emilia, Teatro Comunale di Ferrara, Operaestate Festival Veneto/CSC, Marche Teatro, Centrale Fies / Art Work Space

all'interno di A chi trema - antologia cinetica di tempi imperfetti

progetto a cura di Stagione Agorà, Festival Danza Urbana, Casa della Cultura Italo Calvino, Teatro Laura Betti
in collaborazione con ATER Fondazione - Circuito Regionale Multidisciplinare Emilia - Romagna

 

“Credo che il lavoro dovrebbe chiamarsi In a landscape: vorrei rubare questo titolo al brano omonimo di John Cage...e vorrei anche utlizzarlo in scena. Credo che il brano possieda l’atmosfera giusta. Composto nel 1948, per piano o per arpa “to sober and quiet the mind, thus rendering it susceptible to divine influences”. Con il CollettivO CineticO per ora ci stiamo allenando ad una nuova pratica. Come nei miei altri lavori c’è sempre qualcosa di leggero e misterioso nell’ostinazione della ripetizione, qualcosa che sembra avere un’energia opposta rispetto alla pazienza, alla fatica, e all’ostinazione dell’azione che stanno compiendo. Ma questa volta mi sembra di riuscire a vedere anche dell’altro. Mi sembrano delle figure tutte tese verso ciò che pare somigliare ad un sentimento di serena determinazione che tende ad una sparizione: un’estinzione volontaria del soggetto. Un atto d’amore estremo. La scelta di una dipartita definitiva. Ma ammetto che il mio sguardo non sia oggettivo.” Alessandro Sciarroni

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27 NOVEMBRE

18.30

Calderara di Reno
Casa della Cultura Italo Calvino

> cronopios.it

TEMPORANEO TEMPOBEAT

idea e regia Claudio Prati e Ariella Vidach

coreografia Ariella Vidach in collaborazione con i danzatori

danzatori Sofia Casprini, Sebastiano Geronimo, Giovanfrancesco Giannini, Manolo Perazzi,

composizione vocale Marzo Sambataro

programmazione audio max/msp Paolo Solcia

scenografia ed elementi visivi Claudio Prati

costumi AiEP

sostenuto nell'ambito di NEXT ed. 2019/2020, progetto di Regione Lombardia in collaborazione con Fondazione Cariplo

in collaborazione con ATER Fondazione - Circuito Regionale Multidisciplinare Emila - Romagna

nell'ambito di E' BAL - Palcoscenici per la danza contemporanea

Un’esplorazione delle possibilità coreografiche che nascono dalla relazione tra la danza contemporanea, la tecnologia wireless portatile e la beat boxing. Nella performance il rapporto tra movimento e suono si focalizza sull’uso della voce che viene declinata in forme non tradizionali. Una modalità compositiva leggera e transitoria caratterizza la coreografia in cui i cinque danzatori, dotati di dispositivi mobili di riproduzione del suono, aprono lo spazio scenico, visivo e sonoro, creando un dialogo serrato tra i corpi, fatto di azioni e reazioni. Il tessuto coreografico è contrappuntato da fonemi e beat vocali che consentono uno scambio continuo di ruoli tra gli interpreti. I codici coreografici, prima molto serrati nel procedere del lavoro, si amalgamano e fondono in un crescendo, trasformando la performance in un happening molto coinvolgente.

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12 DICEMBRE
21.00

Funo di Argelato

Museo Lamborghini

> stagioneagora.it

HOW TO DESTROY YOUR DANCE

concept, regia, coreografia Francesca Pennini 
drammaturgia, tecnica Angelo Pedroni 
musica Wolfgang Amadeus Mozart reloaded 
elaborazione sonora e ricomposizioni musicali Simone Arganini 
azione e creazione, interpreti a rotazione tra Simone Arganini, Niccolò Catani, Margherita Elliot, 
Carolina Fanti, Teodora Grano, Orlando Izzo, Fabio Novembrini, Carmine Parise, Angelo Pedroni, Francesca Pennini, Ilaria Quaglia, Giulio Santolini, Stefano Sardi, Giulia Sposito 
organizzazione Carmine Parise 

produzione CollettivO CineticO
con il supporto di Inteatro Festival / MARCHE TEATRO, residenze artistiche Teatro Comunale di Ferrara, Inteatro Festival / MARCHE TEATRO. Si ringrazia La Biennale di Venezia

 

Lo spettacolo è allestito eccezionalmente nel suggestivo Museo Lamborghini che collabora alla realizzazione dell'evento

all'interno di A chi trema - antologia cinetica di tempi imperfetti

progetto a cura di Stagione Agorà, Festival Danza Urbana, Casa della Cultura Italo Calvino, Teatro Laura BettI

in collaborazione con ATER Fondazione - Circuito Regionale Multidisciplinare Emilia - Romagna

Quanto dura un minuto? Quali sono i limiti del corpo? Quanto può rallentare fino a toccare la più cosmica immobilità o perdere ogni definizione e trasformarsi in scia ultrarapida? 
How to destroy your dance di CollettivO CineticO di cui Francesca Pennini è regista e coreografa è una sfida contro il tempo. Una performance per un cast di 9 danzatori, il tempo prima e dopo la durata ufficiale della performance è pensato per essere aperto alla visione del pubblico. Un manuale per il boicottaggio di ogni decoro coreografico tra accelerazioni impossibili e slow motion estremi.  

Un gioco al massacro senza finzione e senza risparmio dove i danzatori diventano wrestlers della relatività e lo spettacolo è messo a nudo dalla ritualità intima della preparazione alla scena alla distruzione di ogni artificio formale.